Un appassionato di tè ci scrive: È redditizio vendere tè? Adoro bere il tè, ma dato che la mia situazione lavorativa attuale è instabile, sto pensando di cambiare carriera e iniziare a vendere tè taiwanese. Quali sono i margini di profitto e di quale capitale iniziale ho bisogno?
Vendere tè è un affare redditizio?
Senza grandi capacità di degustazione, senza fornitori di alta qualità e senza canali di vendita stabili, la risposta è che «è molto difficile guadagnare vendendo tè», poiché «la concorrenza sul mercato è altissima» e «il tè d’importazione spacciato per tè taiwanese è un problema grave».
Attualmente, la difficoltà maggiore nella vendita del tè è proprio «il tè d’importazione venduto fraudolentemente come tè taiwanese». Il tè estero costa appena NT$100 per 600 g, ma viene usato per falsificare il Lishan e il Dayuling. Il consumatore medio non riesce a distinguerne la qualità o l’autenticità, il che danneggia enormemente il vero tè taiwanese.
A quanto ammonta il profitto nella vendita del tè?
Non c’è una risposta fissa: dipende dai clienti, dall’origine e dalle strategie di marketing. Il tè di alta fascia offre margini di profitto superiori, che possono variare dal 30% al 100%. Con un buon marketing e un packaging curato, è possibile raddoppiare o persino quintuplicare il prezzo. Prendi ad esempio il tè nero SunMoon Lake dei negozi di tendenza: viene venduto a più di NT$400 per 20 grammi, il che equivale a oltre NT$10.000 per 600 g, generando un profitto pari a molte volte il costo iniziale.
Il tè economico è invece più difficile da vendere a caro prezzo, poiché si scontra direttamente con la concorrenza dei prodotti d’importazione. Prendendo come esempio il tè raccolto a macchina di media-bassa quota, venduto a NT$300 per 600 g, il margine di profitto si aggira probabilmente tra il 5% e il 25%.
Quanto capitale serve per iniziare a vendere tè?
Non serve un negozio fisico: puoi puntare sull’e-commerce e sui social media come Facebook, adottando un modello di vendita basato sull’acquisto diretto senza intermediari. Ipotizzando un margine di profitto controllato al 50%, avrai bisogno di circa NT$300.000 per il tè primaverile, NT$100.000 per quello autunnale, NT$300.000 per quello invernale e NT$100.000 per altri tè neri e tè di bassa quota; in questo modo potrai coprire le origini montane fondamentali. All’inizio è sconsigliato investire in altitudini elevatissime come Dayuling, HuaGung, Biluxi e Fushou Lishan, poiché il costo di approvvigionamento si attesta sui NT$3.000-7.000 per 600 g, e senza una clientela stabile la pressione finanziaria sarebbe enorme. Fanzitian, Meishan, Sancengping e DongYanShan rappresentano invece ottimi punti di partenza: pur non godendo della stessa fama di Lishan, offrono grandi volumi di produzione e, cercando con attenzione, è possibile trovare tè di ottima qualità.
Se il capitale iniziale è limitato, puoi anche collaborare con un grossista di tè senza acquistarne l’esclusiva, ritirando piccole quantità solo in base agli ordini effettivi. Rispetto all’acquisto diretto in fabbrica di almeno 18 kg (30 catene) in un’unica soluzione, questo approccio garantisce una maggiore flessibilità nella gestione del capitale.