Al nostro responsabile dello shop piace moltissimo il tè di Lishan. Huanhuan, Songmao, Xinjiyang, HuaGung, Cuiluan, Dayuling: ci va diverse volte ogni anno. Per lui Lishan è come un vero e proprio paradiso, e l’unico difetto è che in estate c’è qualche mosca di troppo.
Tiro fuori l’argomento mosche perché sono appena tornato da Lishan e quest’anno ho ricevuto l’ennesima lezione memorabile dalle mosche di lì. Quante ce ne sono? Tante che rischi di mangiartene una mentre parli! Non è affatto un’esagerazione. Ammiro sinceramente i turisti: riescono a divertirsi nonostante le mosche volino ovunque.
Il motivo per cui ci sono così tante mosche a Lishan è che si tratta di una zona di produzione di verdure di alta montagna, dove viene impiegato molto letame di pollo come fertilizzante. Questo concime attira moltissimo le mosche, soprattutto nei mesi estivi di luglio, agosto e settembre, quando Lishan si trasforma letteralmente in un mare di mosche che oscurano il cielo. Anche le fabbriche di tè locali se ne sono accorte e hanno installato diverse zanzariere extra proprio per tenere a bada questo esercito. Tuttavia, alcune fabbriche non sono altrettanto attrezzate, il che mi fa un po’ timore e mi fa passare la voglia di comprare il tè lì.
In confronto, le zone di produzione come LongFengXia, Fanzitian e Cuifeng sono messe molto meglio: ci sono decisamente meno mosche ed è molto più piacevole camminare in giro (anche se qualcuna si trova sempre).
Qualche anno fa avevo sentito dire che l’area di Lishan avrebbe introdotto restrizioni severe sull’uso del letame di pollo fresco, ma a quanto pare quest’anno la situazione non è cambiata, segno che l’applicazione non è stata molto fluida. Spero che il problema venga risolto presto: Lishan è così bella, ma con tutte queste mosche in giro perde un po’ della sua eleganza.