A gennaio non c’è molto tè da raccogliere, ma i coltivatori non se ne stanno con le mani in mano! Questo periodo è fondamentale per la concimazione di fondo. La quantità e la qualità del concime determinano direttamente il carattere del tè primaverile di quest’anno, quindi non si può assolutamente trascurare nulla. I coltivatori scelgono il tipo di concime in base alle esigenze delle piante; tra i più comuni ci sono la farina di semi, i fertilizzanti chimici e il letame.
I concimi a base di farina di semi includono farina di soia, farina di arachidi, farina di sesamo e farine miste di origine vegetale (ovvero i residui della spremitura dell’olio). Questi fertilizzanti si decompongono lentamente e forniscono in modo costante e stabile l’azoto e vari micronutrienti di cui le piante di tè hanno più bisogno. Sebbene siano più costosi dei fertilizzanti chimici o del letame, sono più rispettosi del suolo e fanno sì che le foglie di tè prodotte abbiano un aroma ancora più delicato, motivo per cui sono un must per i coltivatori che puntano alla qualità. Le piante di tè assorbono lentamente i nutrienti del concime e li accumulano per il raccolto primaverile.
Circa un mese prima della raccolta, i coltivatori di tè più attenti alla qualità applicano un ulteriore concime di copertura per fornire le sostanze nutritive necessarie al tè primaverile. Ve lo faremo vedere la prossima volta che saliremo in montagna. La foto mostra una piantagione di tè d’alta quota tra la fine di dicembre e gennaio: il concime è appena stato sparso e l’intera piantagione profuma tantissimo! (Anche se… dopo 20 giorni, quando il concime comincerà a decomporsi, puzzerà da morire 😂)