Con l’arrivo del tifone Doksuri, in questi giorni i frutticoltori di alta montagna sono in ansia, terrorizzati all’idea di veder sfumare in un attimo i sacrifici di un intero anno. Rispetto a loro, i produttori di tè appaiono decisamente più rilassati.😊
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Il motivo principale è che le piante di tè resistono meglio ai forti venti; inoltre, il tè d’alta montagna viene raccolto tre volte all’anno, quindi se va male un raccolto si può sempre contare su quello successivo. La frutta, invece, si raccoglie per lo più una sola volta all’anno, e una calamità naturale può azzerare le entrate di dodici mesi: ecco perché i frutticoltori non riescono a dormire sonni tranquilli quando sentono che si avvicina un tifone.
Una volta un coltivatore di tè mi ha raccontato che, da giovane e inesperto, si era messo a coltivarepesche epere😂, subendo enormi perdite ogni volta che passava un tifone. Da quando è passato alla coltivazione del tè, la sua vita è diventata molto più stimolante: non solo i raccolti sono stabili, ma la qualità della vita è decisamente migliorata e, cosa fantastica, non deve più vivere con il fiato sospeso all’arrivo di un tifone.
Molti coltivatori di tè si dedicano anche alla frutticoltura, alternando la coltivazione del tè a quella della frutta: luglio e agosto sono la stagione delle pesche, seguiti da pere a settembre, mele a ottobre e cachi a novembre. Dando un’occhiata ai loro profili Facebook, sembrano colti alla sprovvista; del resto, è da diversi anni che non si vedeva un tifone, e ora che ne è arrivato uno grosso sono tutti nel caos.😵💫
Speriamo comunque che il tifone Doksuri non provochi troppi danni e che passi oltre, magari limitandosi a riempire i serbatoi d’acqua come è successo l’anno scorso.🙂