Storia del tè taiwanese

La prima testimonianza storica del tè a Taiwan risale probabilmente agli annali del distretto di Zhuluo (1717), in cui si legge: “Nelle regioni montuose della zona centro-meridionale di Taiwan, a un’altitudine compresa tra ottocento e cinquemila piedi, crescono alberi di tè selvatici. Gli abitanti dei dintorni ne raccolgono le foglioline per lavorarle in modo semplice e consumarle in famiglia”. Negli annali del dipartimento di Tamsui si legge invece: “Il monte Maoluo produce tè; la sua natura è estremamente fredda e gli aborigeni non osano berlo”. Pur trattandosi di tè selvatico e non direttamente correlato al tè taiwanese odierno, questa resta la prima menzione storica in assoluto sul tè a Taiwan.

Le varietà di tè attualmente coltivate a Taiwan furono introdotte circa 200 anni fa da immigrati provenienti dal Fujian, in Cina, e anche le tecniche di lavorazione derivano in gran parte da quella regione. Si può dire che il tè taiwanese moderno tragga le sue origini dalla tradizione del Fujian. Inizialmente, il tè prodotto veniva in parte consumato localmente, ma in massima parte esportato nella Cina continentale. All’epoca, la produzione e la lavorazione del tè a Taiwan si concentravano prevalentemente a Taipei, e il porto d’esportazione si trovava a Dadaocheng, sempre a Taipei. L’esportazione e la produzione del tè hanno così contribuito indirettamente allo sviluppo del nord di Taiwan, spostando il baricentro economico e industriale dell’isola dal sud al nord.

台灣茶葉歷史

Ecco le tappe storiche fondamentali del tè taiwanese:

Periodo Jiaqing della dinastia Qing (1796-1820): Ke Chao importò semi di tè dai Monti Wuyi nel Fujian e li piantò nell’odierno distretto di Ruifang, a Nuova Taipei, considerato l’inizio della coltivazione del tè nel nord.

Anno Yimao del periodo Xianfeng della dinastia Qing (1855): Lin Fengchi importò dal Fujian le piante di Qingxin Oolong, piantandole sul monte Dongding a Lugu, Nantou: questo è l’inizio del tè Oolong taiwanese.

Periodo Tongzhi della dinastia Qing (1856-1875): John Dodd importò piantine di tè, offrì supporto tecnico, acquistò pregiati tè, fondò uno stabilimento di raffinazione e promosse l’esportazione. Il suo contributo allo sviluppo del tè taiwanese fu straordinario.

Periodo Guangxu della dinastia Qing (1875-1908): I fratelli Zhang importarono varietà di tè Tieguanyin purissimo da Anxi, piantandole nella zona montana di Muzha: è l’origine del celebre Tieguanyin di Muzha.

Periodo di dominio giapponese: oltre alle prime varietà introdotte dalla Cina continentale, dopo anni di esperimenti i giapponesi selezionarono e promossero progressivamente quattro cultivar principali: Qingxin Damao, Qingxin Oolong, Daye Oolong e Yingzhi Hongxin. Il governo giapponese promosse vigorosamente anche la produzione di tè nero. Durante la Seconda guerra mondiale, tuttavia, gran parte delle piantagioni fu convertita alla coltivazione di beni alimentari, riducendo la produzione di tè di oltre il 90%.

Periodo del governo nazionalista: nella prima fase si promosse soprattutto il tè nero. Negli anni ’70, a causa dell’aumento dei salari, la maggior parte del tè destinato all’esportazione fu dirottata sul mercato interno, e la produzione di tè nero taiwanese iniziò a calare progressivamente. Dagli anni ’80 in poi, il tè taiwanese si è orientato sempre più verso i tè d’alta quota, privilegiando il mercato interno.

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