Concimazione delle piante di tè durante il riposo invernale

A gennaio nelle piantagioni di tè d’alta quota non c’è tè da raccogliere, ma i coltivatori sono comunque indaffarati perché questo è il periodo della “concimazione invernale delle piante di tè”, un’attività fondamentale che determina la qualità del raccolto dell’anno successivo.

休冬茶樹施肥

Il proprietario del negozio lo ripete sempre: chi gestisce una piantagione puntando sulla qualità “non lesina certo sulle spese per il concime”; al contrario, spera che le piante ne ricevano in abbondanza. Per il tè d’alta quota si applica solitamente il concime di fondo due volte all’anno, e quello invernale è in assoluto il più ricco, nonché quello che il proprietario considera il più importante: non solo aiuta le piante a superare l’inverno, ma se eseguito correttamente migliora la qualità delle foglie l’anno seguente.

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I gestori che puntano alla qualità praticano durante il riposo invernale la tecnica di “scavare solchi e interrare il concime”, che consiste nel tracciare un solco tra i cespugli di tè, mettervi il concime e ricoprirlo di terra. I vantaggi sono due: primo, stimola le piante a tagliare le vecchie radici e a farne di nuove, che hanno una capacità di assorbimento superiore; secondo, il concime interrato viene assorbito molto meglio. In base a anni di confronti fatti dal proprietario, la qualità delle foglie fresche provenienti da piante con o senza solchi e potatura delle radici è “di un livello completamente diverso”. Alcune fabbriche di tè d’altronde affermano che per i concorsi di tè “usano solo foglie fresche da piante con concime interrato nei solchi”, poiché “le possibilità di vincere sono decisamente più alte”, il che la dice lunga sui benefici di questo metodo.

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Questa tecnica di potatura e concimazione nei solchi può essere eseguita solo in inverno, motivo per cui il proprietario la considera la concimazione di fondo più importante. In questi giorni, vedendo alcune piantagioni con i solchi scavati e il terreno rivoltato, le ho subito inserite nella lista degli acquisti prioritari. La foto 2 e la foto 3 mostrano proprio delle piante di tè con radici potate: riuscite a notare la differenza?

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Del resto, c’è un divario enorme nel modo in cui i coltivatori gestiscono le loro piantagioni, persino in un’area d’eccellenza come Lishan. C’è chi non bada a spese per scavare solchi e interrare il concime, usando per giunta spessi strati di farina di soia fermentata; e c’è chi invece adotta metodi convenzionali, spargendo persino letame di pollo. Per quanto ne sa il proprietario, il letame di pollo non è adatto alle piante di tè: chissà se i gestori hanno altri piani o se sono semplicemente dei principianti che non sanno come fare?

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