Due chiacchiere sull’impatto dei lockdown in Cina sulle vendite di tè

Le piogge monsoniche dall’11 al 17 maggio hanno scombinato i piani del gestore per l’acquisto del tè, impedendoci di procurarci HuaGung, Biluxi e Dayuling. Ero molto preoccupato all’inizio, ma a posteriori, considerando come i lockdown a Shanghai abbiano causato un calo degli ordini e problemi logistici, il fatto di non essere riuscito a comprare quel tè si è rivelato un vero colpo di fortuna travestito da sfortuna.

閒聊中國大陸封城對茶葉銷售的影響

La pagina Facebook di Tè Liao Chang Xing è seguita da molti addetti ai lavori. Tra maggio e giugno il gestore ha ricevuto diversi messaggi privati da parte di colleghi che fanno affari in Cina, i quali chiedevano se potessimo rilevare il loro tè. Indagando più a fondo, si è scoperto che a causa dei lockdown in Cina, non riuscivano a spedire il tè o i loro acquirenti oltreconfine avevano cancellato gli ordini, lasciandoli con merce invenduta.

C’è chi era disposto a cedere il tè Lishan al 80% del prezzo d’origine, e chi, sapendo che non ero riuscito a comprare il Dayuling, mi ha chiesto se volessi rilevarlo, offrendosi di garantire l’autenticità del prodotto. Il gestore crede che i colleghi abbiano tra le mani tè autentico, ma purtroppo abbiamo le mani legate: con le difficoltà logistiche dall’altra parte dello Stretto, anche volendo non potremmo venderlo, quindi non ci è restato che scusarci con loro.

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Già ad aprile e maggio, il titolare ha avvertito l’impatto dei lockdown in Cina: all’epoca si trattava di cancellazioni di ordini o di deviazioni verso altre soluzioni logistiche, con un conseguente aumento dei costi di spedizione. Fortunatamente, a maggio gli ordini da Shanghai e Zhejiang sono stati sospesi e, a causa delle piogge insistenti che hanno scombinato i piani d’acquisto del tè (come accennato prima), non c’è stata un’eccessiva giacenza di scorte. Altri colleghi del settore non sono stati altrettanto fortunati: troppe scorte accumulate e invendute, e questo tè, all’arrivo del raccolto invernale, diventerà tè fuori stagione, che probabilmente potrà solo essere mescolato al tè nuovo o venduto a prezzo ridotto.

Recentemente, il titolare ha anche notato che i prezzi all’origine si sono “ammorbiditi”: i prezzi, originariamente rigidi, ora calano spontaneamente. Informandosi, si scopre che il motivo è sempre la diminuzione delle vendite oltreverme. Si può considerare una specie di benedizione travestita? Tuttavia, bisogna comunque pregare che l’epidemia svanisca presto: la vita sotto la pandemia è davvero troppo frustrante.

Nota: inserisco alcune foto di bellissimi giardini di tè per alleviare lo stress della vita di tutti i giorni.

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