Il tè al latte in commercio è spesso preparato con cremiere vegetali, il che non è l’ideale per la salute. Per questo motivo, molte persone preferiscono prepararsi il tè al latte fresco a casa. Tuttavia, poiché le foglie di tè contengono acido ossalico e il latte fresco apporta calcio, in molti temono che la combinazione di questi elementi formi ossalato di calcio, causando calcoli renali e risultando quindi dannoso. In realtà non è così: bere tè al latte non provoca calcoli.
Girano molte voci sul web secondo cui bere tè al latte provocherebbe calcoli renali, sostenendo che l’acido ossalico del tè si unisca all’elevato calcio del latte fresco formando ossalato di calcio non assorbibile, che bevuto in eccesso si accumulerebbe nei reni; si dice anche che più il tè al latte è ricco di calcio, maggiore sia il rischio, con il tè al latte fresco e il tè al latte in polvere in cima alla lista. In realtà, l’ossalato di calcio presente nel tè al latte non forma calcoli renali, poiché viene eliminato dall’apparato digerente e non passa attraverso i reni, quindi non sussiste il problema della formazione di calcoli.
Le cause dei calcoli renali sono per lo più legate alla familiarità e a un insufficiente apporto d’acqua nella vita quotidiana. Per prevenirli, bere molta acqua ogni giorno ed effettuare controlli medici regolari sono le soluzioni migliori. Il tè al latte non causa calcoli renali.
▲ Il tè al latte fresco non causa calcoli renali ed è più salutare rispetto al tè al latte con cremlatte comunemente in commercio.
Il tè al latte in vendita nella maggior parte dei negozi è fatto con cremlatte, che contiene una grande quantità di grassi trans, non salutari per l’organismo. Inoltre, il tè al latte da asporto spesso contiene molto zucchero, il che rappresenta un carico invisibile per il peso e i reni; pertanto, è meglio moderare il consumo del tè al latte commerciale. Se potete preparare il tè al latte fresco a casa, crediamo che sia una scelta relativamente più sana e sicura.