La qualità delle piantagioni di tè con cipressi hinoki e ginkgo è buona?

Ogni tanto qualche cliente ci chiede se vendiamo tè coltivato sotto alberi di ginkgo o di meleti. Incuriosito, ho chiesto il perché e ho scoperto che avevano sentito dire che questo tè sa di ginkgo o di mela. Sono quasi svenuto all’idea: il ginkgo non ha un odore terribile? ヽ(o^▽^o)ノ

茶園種銀杏

Per quanto mi riguarda, avere alberi nella piantagione di tè rappresenta un grosso svantaggio per la qualità, poiché gli alberi competono per nutrienti, acqua e luce solare, impedendo alle piante di tè di ricevere nutrimento e luce a sufficienza, compromettendo così la qualità delle foglie. Stando così le cose, perché mai qualcuno dovrebbe piantare alberi in mezzo al tè? Nella maggior parte dei casi si tratta di questioni legate alla terra, come la coltivazione del tè in aree forestali demaniali o l’occupazione di terreni statali. Quando le autorità intervengono, i coltivatori di tè piantano alberi solo per fare scena e il governo chiude un occhio, dando vita a quel paesaggio in cui si vedono alberi spuntare in mezzo alla piantagione.

茶園種樹

Il cipresso hinoki è il più gettonato perché cresce lentamente e non disturba troppo le piante di tè; il lato negativo è che fa un’ombra fitta e richiede potature frequenti. Un’altra alternativa è il ginkgo, che cresce ancora più lentamente del cipresso, perde le foglie in inverno, richiede meno manutenzione ed ha anche un certo appeal turistico, motivo per cui negli ultimi anni è diventato piuttosto popolare.

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Gli svantaggi di avere alberi in mezzo a una piantagione di tè non sono pochi: oltre a sottrarre nutrienti alle piante e a complicare la gestione, il problema principale è che bloccano la luce solare, facendo sì che alcune foglie crescano in modo anomalo o più lentamente. Queste foglie di qualità inferiore, una volta messe insieme al resto del raccolto per le fasi successive di appassimento e perdita d’umidità, reagiscono in modo diverso, finendo per abbassare la qualità dell’intero lotto.

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C’è poi il caso in cui si piantano alberi da frutto, il che solitamente avviene durante la transizione delle colture: ad esempio, quando si converte un vecchio appezzamento di palme da betel (molto diffuse nella zona di Gukeng e Meishan) o un frutteto di pere e mele in una piantagione di tè, piantando il tè direttamente sotto gli alberi da frutto per fare un passaggio graduale. Questa situazione è persino peggiore rispetto all’uso di ginkgo o cipressi, perché il pH del terreno richiesto dagli alberi da frutto è molto diverso da quello del tè. Coltivare entrambi nello stesso spazio fa sì che nessuna delle due colture riesca a esprimere una buona qualità.

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Dal punto di vista della gestione della piantagione, il luogo ideale per coltivare il tè è soleggiato, con poca ombra e ben ventilato. Piantare alberi in mezzo alla piantagione riduce drasticamente le probabilità di ottenere tè di ottima qualità. Quando ci sono alberi in mezzo ai filari, non importa quanto sia alta l’altitudine o quanto fertilizzante venga usato, come responsabile preferisco starne alla larga.

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